Recensioni negative e diffamazione: il confine

Avv. Giovanni Turina – patrimonialista
(denaro, eredità, famiglia, società)
tel. 045/5118311 vittoria@turina.net

Avv. Giovanni Turina, civilista: denaro, eredità, immobili, famiglia e società.
Ricevo a Verona ed online.
045/5118311 – vittoria@turina.it

Qui parleremo di:

Ho ricevuto di recente un’e-mail di un uomo che mi ha chiesto una consulenza legale in merito ad una richiesta di risarcimento danni per diffamazione per un commento scritto su Facebook che gli è pervenuta da un Collega.

Ma le parole che leggerai possono andare bene anche per chi ha scritto una recensione negativa che il destinatario ha ritenuto diffamazione aggravata.

Ho pensato che possa essere utile per tutti quelli che, forse, dopo una diffida dell’avvocato, si domandano se quella volta magari era meglio andarci un po’ più piano con le parole.

La diffamazione per recensione negativa.

Le recensioni, al giorno d’oggi, possono essere un’arma: la reputazione è sempre stata centrale per un’impresa oppure una persona, ma questo è tanto più vero al giorno d’oggi, dove persone ed imprese sono di fatto la stessa cosa.

Se servono anni per costruire una reputazione, questa può andare in fumo in un secondo: basta un errore di comunicazione.

Tuttavia, se questo è vero per il destinatario della recensione (ad esempio, un ristorante), dobbiamo domandarci qual è il confine entro il quale il cliente può ritenersi tranquillo senza violare la legge.

Una precisazione di metodo: ogni caso è un mondo a sé. Quindi non saprei dirti se quella cosa che hai scritto è diffamatoria o meno (o se sei il destinatario, viceversa): puoi acquistare un’ora di consulenza e ne parliamo (045/5118311 – vittoria@turina.it)

Senza una base oggettiva, rischiamo di ricadere nell’ambito delle opinioni, e non possiamo.

Come sempre, due sono i pilastri: la legge, e la giurisprudenza.

L’art. 21 della Costituzione prevede che:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”.

Poi, abbiamo il codice penale (art. 595 c.p.):

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 1.032 euro.

Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a 2.065 euro.

Se l’offesa è recata col mezzo della stampa [57–58-bis, 596-bis] o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità [615-bis], ovvero in atto pubblico [2699 c.c.], la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio [342], le pene sono aumentate [64, 596–599].”

La legge, come sempre, non può dare una risposta al caso pratico; per quello c’è la giurisprudenza, ossia le sentenze. La Corte di Cassazione (il massimo grado di giudizio) ha più volte affrontato il tema dei commenti negativi, hate speech, diffamazione ed altro.

Se è vero che da un lato c’è la libertà di pensiero e di espressione con la parola o lo scritto, dall’altro lato c’è la tutela dell’onore e della reputazione. Occorre bilanciare i due interessi contrapposti, e questo bilanciamento la Corte di Cassazione lo ha rinvenuto in tre criteri:

  • Verità
  • Pertinenza
  • Continenza

Una manifestazione del pensiero è vera quando il fatto descritto è vero o verosimile (rispetto alle fonti avute), e quando non è stato esagerato nella ricostruzione dei fatti: una descrizione suggestiva (per il linguaggio usato), infatti, può uscire dall’ambito della verità per cadere nella diffamazione.

Presupposto di base è che il soggetto sia identificato o identificabile. Se Tizio scrive in modo ambiguo sul gruppo Facebook del proprio paese, ma tutti hanno capito di chi si sta parlando, anche se non c’è esplicitato il nome del “diffamato” questo non toglie la possibilità che il commento sia, appunto, diffamatorio.

In secondo luogo, una manifestazione del pensiero deve essere continente: non devono essere presenti parole o contenuti insultanti, aggressivi, o comunque non aderenti al fatto (o episodio esplicitato). Se dunque stai facendo una recensione del ristorante, e tra le righe fai intendere che qualche problema di infedeltà nella famiglia del gestore ci sia, ecco che se poteva essere scusabile una recensione sulla qualità del cibo, non lo è quello sulla qualità dei rapporti familiari altrui. Perché non c’entra assolutamente nulla con il contesto.

In terzo luogo, la manifestazione del proprio pensiero deve essere pertinente: il commento, o la recensione, deve essere utile per la collettività. Non può essere una valvola di sfogo. Anche qui, dipende dal contenuto dello scritto: una recensione di un ristorante dove si specifica che il proprietario ha chiuso tre ristoranti, tutti falliti, non è pertinente. Sei lì a commentare il pasto che hai avuto, non le vicende personali del titolare.

La diffamazione aggravata

Se fatta online, una recensione o un commento sui social network è aperta ad una pluralità indistinta di soggetti: la diffamazione è aggravata dal mezzo della stampa, o pubblicità, è pacifico.

Questo rileva ai fini penali, ma anche del risarcimento del danno.

Come rimuovere una recensione negativa da Google o da Facebook o da Booking.

Le piattaforme online in genere non cancellano le recensioni negative: te lo dico per esperienza professionale.

Puoi allegare tutto l’allegabile, ma si nascondono dietro le loro politiche aziendali.

L’unica strada è agire verso la persona specifica che ritieni ti abbia diffamato, o verso ignoti.

Se la recensione è stata fatta da meno di tre mesi (o te ne sei accorto in questo lasso di tempo) puoi valutare una denuncia-querela.

Ciò aiuta per la rimozione dalla piattaforma.

In ogni caso, se non si tratta di recensione anonima o di un qualcuno che si nasconde dietro un nickname falso, ti conviene procedere a mezzo di un avvocato.

In primo luogo, conviene partire con una diffida con la quale -specificando bene i fatti- si preannuncia la volontà di agire in via legale per la tutela dei tuoi interessi patrimoniali e non patrimoniali.

Ovviamente, insieme al tuo avvocato dovrete trovare la strada per dare data certa alla recensione negativa che hai subito: in Italia, non basta uno screenshot per dare la prova del documento. Occorre rispondere a dei requisiti di legge molto stringenti perché un documento abbia valore nel processo civile o penale.

Quanto può essere il risarcimento danni da diffamazione su Google o Booking o social network?

Il danno deve essere reale: non puoi (meglio: non devi) guadagnarci da una richiesta di risarcimento danni. Il risarcimento danni è, come dice la parola stessa, il ristoro di un danno che hai patito.

Se dunque può ipotizzarsi una sorta di danno morale (ma la Cassazione ha statuito che questa voce di danno in sostanza non esiste, non è autonoma, ma ricade nell’ambito applicativo dell’art. 2043 c.c. e dunque della responsabilità extracontrattuale), occorre valutare le circostanze di fatto.

Che sono tutte diverse tra loro. Degli esempi che conosco?

  • condividere le foto delle immondizie di qualcuno, contenenti dati sensibili (nomi nelle bollette), sul gruppo Facebook del paese;
  • suggerire che il politico locale abbia affari extraconiugali;
  • suggerire che l’imprenditore abbia affari con persone notoriamente poco raccomandabili;
  • riferire che quella azienda prende in giro i propri clienti;
  • riferire che quella azienda abusa della credulità di persone deboli (qua forse siamo alla calunnia);
  • riferire che il cibo del ristorante ha causato intossicazione (anche qui forse cadiamo nella calunnia);
  • riferire che il ristorante non fa scontrini o che comunque lavora in nero;
  • dare a Tizio del cretino in modo assolutamente gratuito (cioè non rispondendo all’altrui offesa).

E molti altri esempi.

Sei forse il diffamatore, oppure il diffamato e cerchi consulenza legale: qualche info.

Non è la materia che facciamo più spesso (ci focalizziamo sulla protezione del patrimonio mobiliare ed immobiliare di privati ed aziende), ma la diffamazione ha grande importanza per le aziende.

La tutela della propria credibilità è fondamentale, come visto. E noi, appunto, proteggiamo il patrimonio dei nostri Assistiti.

Se intendi affidarti allo studio per il tuo caso, considera che:

  • è necessaria almeno un’ora, sia in studio (Villafranca) oppure online
  • il contenuto diffamatorio deve essere presente quando ci vediamo (se già cancellato non posso adeguatamente provarlo);
  • devi già valutare se vuoi procedere anche per via penale (se ci sono i presupposti), perché occorrerà interessare forse anche un avvocato penalista;
  • devi spiegarmi se e come hai risposto al contenuto che si ritiene diffamatorio.

Per gli onorari chiedi a Vittoria, che ti risponde dalla segreteria: 045/5118311 – vittoria@turina.it

 Mi occupo solo di diritto patrimoniale, perché aiuto privati ed imprenditori a gestire il loro patrimonio: immobili, eredità, famiglia e società.

Ricevo a Villafranca di Verona, nello studio secondario di Verona, oppure online tramite videoconferenza (WhatsApp, Skype, telefono, Google Meet, Zoom).