Quando la casa che i genitori danno al figlio diventa un problema
Casa dei genitori del coniuge e divorzio
Scritto dall’Avv. Giovanni Turina | Aggiornato il 16 giugno 2025
Cosa succede alla casa dei nonni data in uso ai figli dopo una separazione o un divorzio?
Spesso i nonni rischiano di perdere la disponibilità dell’immobile per molti anni, soprattutto quando ci sono figli minori.
In questo articolo scopri come funziona il comodato d’uso gratuito e quali sono i veri diritti dei nonni nella separazione.
Consigli pratici e soluzioni per tutelare la tua casa di famiglia.
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Separazioni e divorzi: cosa succede alla casa dei nonni data ai figli? Tutela e consigli pratici
In Italia, sempre più spesso, le separazioni e i divorzi non colpiscono solo la coppia. Quando ci sono figli piccoli, le conseguenze si allargano anche ai nonni, cioè ai genitori degli sposi. È una situazione che tante famiglie conoscono bene: i genitori, con grande generosità, decidono di dare una casa al figlio o alla figlia che si sposa. Magari questa casa è quella dove la nuova coppia va a vivere e dove poi nascono anche dei nipotini.
All’inizio tutto sembra perfetto. Ma cosa succede quando la coppia si separa o divorzia?
I nonni rischiano di perdere per anni la disponibilità della propria casa, e spesso si ritrovano senza nessuna tutela reale. In questo articolo voglio spiegare, con parole chiare e semplici, cosa succede in questi casi, quali sono i diritti dei nonni e come puoi proteggerti, se sei nella stessa situazione.
1. Separazioni, figli minori e la casa dei nonni: una situazione comune
Facciamo un esempio molto diffuso:
Una giovane coppia si sposa e va a vivere in una casa data in uso dai genitori di uno dei due (di solito dei nonni paterni).
La casa viene data gratuitamente, senza chiedere un affitto, solo per aiutare la nuova famiglia a partire bene.
Nascono dei figli, che sono anche i nipoti dei proprietari della casa.
Fin qui tutto bene. Ma se il matrimonio si rompe, la situazione cambia. Spesso la madre (o chi ottiene l’affido principale dei figli minori) rimane nella casa anche se questa non è di sua proprietà, ma dei suoceri.
Il motivo è semplice: la legge italiana protegge i figli minori. L’interesse principale, per i giudici, è che i bambini restino il più possibile nella loro casa, senza subire traumi aggiuntivi oltre la separazione dei genitori.
2. Il vero problema: i nonni non possono “riavere” la casa
Qui arriva il problema vero: i nonni, che hanno dato la casa, non possono rientrarne in possesso quando vogliono.
Spesso pensano: “La casa è mia, posso riprenderla quando la famiglia di mio figlio si scioglie”.
Purtroppo non è così.
Perché succede questo?
La risposta sta nella legge e nella giurisprudenza. Quando la casa è stata data in comodato d’uso gratuito, cioè senza affitto, e non c’è nessun contratto scritto che limita la durata, la legge tutela soprattutto i figli minori che abitano lì.
Per questo:
Anche se la coppia si separa, la madre o il padre affidatario dei figli può restare nella casa fino a che i bambini diventano maggiorenni e sono indipendenti.
I nonni proprietari devono aspettare anche molti anni prima di tornare in possesso della casa.
Nemmeno l’età avanzata o il bisogno di assistenza dei nonni, secondo molti giudici, basta per farli tornare subito a godere della casa.
3. Il comodato d’uso gratuito: una scelta rischiosa se fatta “a voce”
Il comodato d’uso gratuito è un contratto molto usato tra familiari. Permette a una persona (il comodante, cioè i nonni) di concedere gratis una casa a un’altra persona (il comodatario, cioè il figlio e la sua famiglia), spesso “fino a nuovo ordine”.
Nella realtà, quasi mai si fa un contratto scritto. Tutto si decide a voce, con grande fiducia.
Quando però arriva la separazione, questa fiducia si trasforma in incertezza e problemi pratici.
Esempio pratico
Immagina che tua nuora, dopo la separazione, resti nella casa con i tuoi nipoti. La legge le dà questo diritto, anche se tu sei il vero proprietario.
Se vuoi tornare a godere della casa, dovrai dimostrare di avere un motivo grave e urgente. Solo motivi come una malattia grave o la mancanza totale di altri alloggi, a volte, sono accettati dai giudici.
Nella maggior parte dei casi, però, il diritto dei bambini a restare nella casa vince su tutto il resto.
4. Cosa si può fare per evitare problemi?
Se non è ancora successo nulla
Se i tuoi figli devono ancora sposarsi o andare a vivere nella tua casa, puoi prevenire molti problemi seguendo questi consigli:
Scrivi sempre un contratto di comodato: Non lasciare che tutto sia solo “a voce”. Un contratto scritto, firmato da tutti, è la tua sicurezza.
Fissa un termine preciso: Evita formule come “finché serve” o “finché i figli lo vorranno”. Metti per iscritto una durata chiara: 3, 5, 7 anni, con possibilità di rinnovo se tutto va bene.
Indica chiaramente lo scopo: Nel contratto, scrivi che la casa è concessa solo come “abitazione familiare” e solo finché esiste la famiglia.
Fai l’elenco dei beni lasciati in casa: Arredi, elettrodomestici, oggetti personali. Tutto deve essere segnato e firmato da chi prende la casa in uso.
Registra il contratto: Non basta scrivere e firmare. Porta il contratto all’Agenzia delle Entrate per registrarlo. Così acquista piena validità.
Se la coppia si è già separata
Se la situazione è già degenerata, non tutto è perduto. In alcuni casi, un avvocato può aiutarti a far valere le tue ragioni, soprattutto se:
Hai necessità personali urgenti e documentate
L’ex nuora o ex genero abusa della casa (es. non ci abita più realmente, danneggia la casa, affitta a terzi)
I figli sono ormai grandi e autonomi
In ogni caso, la situazione va valutata attentamente caso per caso. Un avvocato esperto può aiutarti a trovare la soluzione migliore, magari anche con un accordo pacifico.
5. Perché è così importante proteggersi prima?
Il vero problema, in Italia, è che quasi nessuno pensa a queste cose prima che succedano. Ma la legge, in assenza di un contratto scritto, protegge più i minori che i nonni proprietari.
Scrivere tutto nero su bianco, anche in famiglia, non significa diffidare di figli e nuore: vuol dire proteggere il futuro e ridurre i rischi per tutti.
6. Conclusioni e consigli finali
Se hai una casa che vuoi dare a tuo figlio, fai sempre un contratto scritto di comodato.
Specifica durata, scopo e condizioni di restituzione della casa.
Non lasciare che tutto resti solo a voce, anche se si tratta di famiglia.
Se la coppia si è già separata e la tua casa è “bloccata”, rivolgiti a un avvocato per valutare se ci sono i presupposti per riaverla o almeno per tutelare meglio i tuoi diritti.
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Sono Giovanni Turina, avvocato civilista a Verona, Villafranca e anche online. Da anni seguo casi di tutela patrimoniale, immobili, eredità e famiglia.
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