Come scrivere un testamento olografo

Avv. Giovanni Turina – patrimonialista
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Qui parleremo di:

Cos’è il testamento e cosa può contenere

Il testamento è lo strumento migliore per la pianificazione della propria successione.

Nonostante questo, solamente il 13% degli italiani -secondo statistiche del Ministero dell’Interno del 2018- fa testamento.

Nel testamento è possibile tanto prevedere disposizioni di natura patrimoniale, quanto disposizioni di natura non patrimoniale.

Come vedremo nel successivo breve approfondimento, nel proprio testamento una persona oltre a disposizioni aventi natura patrimoniale può anche specificare altro: disposizioni per il proprio funerale, indicazioni su modi e luoghi di sepoltura, riconoscimento di figlio non riconosciuto in vita.

Facciamo degli esempi.

Sono disposizioni testamentarie non patrimoniali già previste dal Codice civile:

  • costituzione di una fondazione (art. 14 c.c.);
  • Riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio (art. 254 c.c.);
  • Nomina del tutore del genitore che per ultimo ha esercitato la responsabilità genitoriale (art. 348 c.c.);
  • Nomina del curatore speciale per l’amministrazione dei beni lasciati (art. 356 c.c.);
  • Designazione del tutore dell’interdetto o del curatore dell’inabilitato (art. 424 c.c.);
  • Riabilitazione dell’indegno a succedere (art. 466 c.c.);
  • La confessione stragiudiziale (art. 2735 c.c.);
  • Disposizioni sulla pubblicazione post mortem delle opere dell’ingegno (artt. 20 e ss. L. 633/1941);
  • Dichiarazioni implicite, ovverosia quelle dichiarazioni inespresse ricavabili per via indiretta da altre disposizioni testamentarie (si pensi al caso di Tizio che nel testamento dispone dell’eredità del genitore che, tuttavia, in vita non aveva accettato né espressamente né tacitamente).

Possono esservi anche disposizioni testamentarie, non patrimoniali, atipiche, ovverosia che non sono espressamente previste (in via diretta, o indiretta) dal legislatore.

Ci possono essere, infine, altre indicazioni che però non hanno rilevanza giuridica: opinioni, digressioni testuali, espressioni di carattere morale che però non incidono -né direttamente, né indirettamente- sui profili successori.

Chi può fare testamento?

Per fare testamento occorre voler fare testamento e quindi occorre, al momento della sua redazione, essere capaci di intendere e di volere.

Ci sono dei soggetti che non possono fare testamento: in linea generale, tutti coloro i quali non possono esprimere pienamente la propria volontà con effetti giuridici. Per ragioni innate, sopravvenute o per divieto espresso di legge.

Dei soggetti che non possono fare testamento trattiamo nell’approfondimento che segue.

Chi non può fare testamento?

La capacità di testare è specie del genere della capacità di agire (cfr. art. 591 comma 1 c.c.: “possono disporre per testamento tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge”).

Il comma 2 dell’art. 591 c.c. dispone che sono incapaci di testare: 1) coloro che non hanno compiuto la maggiore età; 2) gli interdetti per infermità di mente; 3) quelli che, sebbene non interdetti, si provi essere stati, per qualsiasi causa, anche transitoria, incapaci di intendere e di volere nel momento in cui fecero testamento”.

Non può dunque fare testamento:

  • il minorenne
  • l’interdetto per infermità mentale, accertata
  • chi è, per qualunque ragione, anche transitoria, incapace di intendere e volere al momento della redazione del testamento: sotto effetto di alcool e/o droghe e/o farmaci, ad esempio, ovvero turbamenti psicologici di qualsivoglia natura.

L’anzianità non è di per sé rilevante: può fare testamento anche la persona che ha 80 anni, 90 anni o qualsiasi altra età superiore o inferiore. L’importante è che sia, al momento della redazione del testamento olografo, capace di intendere e di volere.

Forme vietate di testamento

Il Legislatore ha vietato alcune forme di testamento: mi riferisco al disposto degli artt. 635 e 589 del Codice civile, che ora vedremo.

L’art. 635 c.c. (“Condizione di reciprocità”): “È nulla la disposizione a titolo universale o particolare fatta dal testatore a condizione di essere a sua volta avvantaggiato nel testamento dell’erede o del legatario”.

L’art. 589 c.c. (“Testamento congiuntivo o reciproco”): “Non si può fare testamento da due o più persone nel medesimo atto, né a vantaggio di un terzo, né con disposizione reciproca”.

In buona sostanza il Legislatore vieta tre tipologie di testamento, o disposizioni testamentarie:

  • testamento congiuntivo: due o più soggetti dispongono nello stesso documento a favore di un terzo (es. moglie e marito, nello stesso documento, nominano quale erede universale l’amico Mevio);
  • testamento reciproco: due o più soggetti dispongono, nello stesso documento, uno a favore dell’altro (es. “Io sottoscritto Tizio nomino mia erede universale mia moglie Caia. Io sottoscritta Caia nomino mio erede universale mio marito Tizio”). La giurisprudenza ritiene che il divieto si estenda non solo al caso di due testamenti in un unico documento, ma anche in due documenti aventi pari data e pari contenuto;
  • istituzione di erede o legato sotto condizione reciproca: è vietato disporre un testamento, condizionando l’istituzione di erede o legatario in favore di un soggetto al fatto che quest’ultimo, a sua volta, nel proprio testamento indichi il primo quale erede o legatario. (es. “nomino mio erede universale il mio amico Mevio a patto che egli mi nomini erede universale”).

Queste sono forme vietate di testamento, cioè sono nulle: la nullità importa la loro sostanziale inesistenza giuridica.

Allora, visti questi divieti, come possono due soggetti scrivere le proprie ultime volontà, beneficiando l’uno l’altra/o senza incorrere in sanzioni come, ad esempio, la nullità dei propri atti?

Ci soccorre la recentissima sentenza n. 02/09/2020 n. 18197 della Corte di Cassazione: due persone, facendo due atti materialmente separati, possono fare testamento l’uno in favore dell’altro.

Ma questi soggetti non possono condizionare la chiamata all’eredità dell’altro al fatto che questi faccia altrettanto.

Allo stesso modo, con questa sentenza la Cassazione se da un lato legittima la pratica del testamento simultaneo, nei termini anzidetti, al contempo sente la premura di specificare che di per sé non la esclude dalla possibile violazione dell’art. 458 c.c. in tema di patti successori (ci torneremo in seguito).

Cosa fare, in pratica?

Nell’affidarsi ad un professionista, avvocato oppure notaio, sarebbe preferibile evitare radicalmente questa prassi.

Due coniugi, che intendono disporre l’uno in favore dell’altro, e se premorto l’altro in favore di un terzo soggetto, dovrebbero avere l’accortezza di scrivere un proprio personalissimo testamento l’uno a distanza di tempo dall’altro e/o prevedere una qualche differenza sia nella forma che nella sostanza (ad esempio, prevedendo dei legati).

Il caso pratico dovrà essere valutato dal proprio avvocato o notaio di fiducia, data la rilevanza pratica della vicenda.

È fatto divieto altresì di predisporre un testamento determinato, nel suo contenuto, dal terzo.

Questa è un’altra conseguenza della natura unipersonale del testamento: non si può far dipendere da un soggetto terzo la determinazione del contenuto (tutto, o parte) del testamento.

L’art. 681 c.c. infatti dispone che “È nulla ogni disposizione testamentaria con la quale si fa dipendere dall’arbitrio di un terzo l’indicazione dell’erede o del legatario, ovvero la determinazione della quota di eredità”.

Come risolvere il problema?

Beh, informandosi oppure affidandosi ad un professionista. In un testamento, ogni parola può essere rischiosa perché può portare alla nullità o annullabilità dell’intero testamento. E se il testamento è nullo, si segue la legge (ereditano i parenti più vicini)

Come scrivere un testamento olografo

Il testamento olografo è la forma più semplice e più utilizzata di testamento: il testatore scrive su carta le proprie ultime volontà, datandole e sottoscrivendole.

Il testamento olografo non necessita dell’assistenza di un notaio e può rimanere completamente riservato (fino alla sua pubblicazione).

Esso, tuttavia, può andare smarrito o sottratto o distrutto: vedremo come proteggerlo da tutti questi rischi.

Vediamo in sintesi le caratteristiche essenziali di un testamento olografo valido.

1. La chiara volontà di rendere disposizioni testamentarie.

Dalla scheda testamentaria deve essere evidente che il soggetto che scrive sta disponendo le proprie ultime volontà.

In genere, il testamento presenta in intestazione la dicitura “TESTAMENTO” e, nel corpo del testo, frasi dal contenuto simile al seguente: “Io sottoscritto Tizio Tizi, nato a Verona il 01/06/1952, nel pieno delle mie facoltà mentali dispongo come segue per il momento in cui avrò cessato di vivere”.

I soggetti nominati eredi devono essere chiaramente indicati per nome, oppure in modo univoco.

2. La carta testamentaria

È pur vero che l’art. 620 c.c. parla letteralmente di “carta in cui è scritto il testamento” dando così un’indicazione concreta sul materiale da utilizzare per esprimere le proprie ultime volontà.

Si ritiene comunque del tutto possibile specificarle su qualsiasi altro supporto durevole (ad esempio, la pietra), ma la questione nel concreto è del tutto residuale.

Essenziale è che si comprenda che la scheda testamentaria specifica le ultime, consapevoli, volontà del testatore.

Questa la ragione per cui uno scritto contenente la dicitura “minuta” o simili non è qualificabile come testamento (o comunque esso potrà dirsi invalido).

Il foglio non deve contenere abrasioni o rotture (anche parziali): anche per questa ragione è consigliabile predisporre più testamenti da tenere in luoghi diversi.

Si ritiene possibile un testamento in forma epistolare (cioè che sia contenuto in una lettera) purché sia chiaramente comprensibile la volontà del testatore di redigere le proprie ultime volontà.

Nella pratica è possibile predisporre diverse copie del medesimo testamento.

Esse potranno essere tenute in luoghi diversi o presso diverse persone di fiducia (che potranno, all’apertura della successione, farlo pubblicare dal notaio).

Così sarà possibile mantenere i benefici del testamento olografo ed allo stesso modo ridurre al minimo i rischi di smarrimento o furto del testamento olografo.

3. L’autografia

Il testamento deve essere autografo: questo significa che il testamento deve essere scritto interamente a mano dal testatore e senza l’aiuto di altre persone.

Come visto nel paragrafo precedente, esso deve essere predisposto su di un supporto durevole: per questa ragione si ritiene valido –anche se la questione rimane dubbia- un testamento scritto a matita dal testatore (anche se è certamente soggetto quantomeno a cancellazioni e quindi a rischio di dichiarazione di invalidità).

La soluzione preferibile è quella di scrivere il testamento interamente a mano con una penna nera (o comunque di colore scuro).

La grafia da utilizzare deve essere quella usuale: in tal senso la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha ritenuto valido un testamento scritto in stampatello (si veda Cass. civ., sentenza n. 31457/2018) visto che per il testatore era prassi scrivere in stampatello.

È possibile per il testatore farsi consigliare nella redazione del testamento anche da un professionista di sua fiducia (ad esempio un avvocato): è sufficiente che tale consulenza non limiti o modifichi le ultime volontà del testatore.

4. La data

Il testamento deve essere datato.

È sufficiente l’indicazione del giorno, mese ed anno in cui sono definite le ultime volontà del testatore (non serve l’indicazione dell’ora come invece nel testamento pubblico).

Alla data -così come sopra precisamente indicata- è equiparabile qualsivoglia altra indicazione che permetta la precisa collocazione nel tempo della scheda testamentaria.

Pertanto, è valido un testamento datato “Natale 2020” oppure “Prima domenica del settimo mese del 2021” anche se è preferibile una datazione chiara e non contestabile.

L’indicazione della data nel testamento è necessaria per determinare la capacità del testatore oppure la priorità tra più testamenti (ovvero qualsiasi “altra questione da decidersi in base al tempo del testamento”).

Che cosa fare in caso di data impossibile?

Non mancano i casi in cui il testamento preveda una data del tipo “29 febbraio 2017” oppure “15 maggio 2029”.

In questo caso la data deve considerarsi come non apposta ed il testamento invalido, salvo che il giudice (in base ad altri elementi della scheda testamentaria) non intenda rettificarla (cfr. Cass. civ., sentenza n. 10613/2016).

5. la sottoscrizione

Il testamento deve essere firmato a mano alla fine delle ultime disposizioni (art. 602 c.c.).

Anche se non è necessario firmarsi con nome e cognome (bastando sul punto la chiara indicazione della persona del testatore) è comunque preferibile firmare in modo chiaro e completo, con la propria firma usuale.

Se il testamento consta di più fogli, è buona pratica quello di firmare ogni foglio e darvi a ciascuno un numero progressivo (es. 1 di 3; 2 di 3; 3 di 3 se tre sono i fogli).

Ecco un breve riepilogo:

Verifica se il tuo testamento è scritto correttamente

Ti consiglio di andare da un avvocato specializzato nella materia, oppure dal notaio.

Comunque, se ti fidi a proseguire da solo, sappi che un testamento olografo deve almeno avere queste caratteristiche formali:

  • intestazione: TESTAMENTO
  • data e luogo
  • scritto a penna su foglio di carta dal solo testatore
  • scritto con la grafia tipica del testatore
  • testatore chiaramente indicato da nome e cognome e luogo e data di nascita (o codice fiscale)
  • revoca di ogni precedente disposizione testamentaria
  • rispetto delle quote degli eredi legittimari (quelli che non possono non ereditare: coniugi, figli ed ascendenti)
  • formato da uno o più fogli uniti tra loro
  • firmato in ogni pagina, in fondo
  • assenza di cancellazione o abrasioni

Esempi di testamenti vietati

Questo testamento è vietato perché non ha la data certa

testamento senza data certa

Questo testamento è vietato perché non è determinato o determinabile con esattezza l’erede universale

Questo testamento è vietato perché è scritto al computer.

 

Questo testamento è vietato perché è scritto con l’aiuto di un’altra persona (la grafia è diversa)

Questo testamento è vietato perché è scritto da più persone nello stesso documento

Per risolvere ogni dubbio ti consiglio di affidarti ad un avvocato che conosce bene la materia, oppure ad un notaio.

Il mio studio si occupa di eredità praticamente ogni giorno: per una consulenza in studio a Verona oppure online tramite telefono o videochiamata puoi chiamare la segreteria: 045/5118311 oppure scrivere a Vittoria al suo indirizzo vittoria@turina.net