Non tutto è diffamazione
Quando un’offesa non è diffamazione
Scritto dall’Avv. Giovanni Turina | Aggiornato il 15 luglio 2025
Hai scritto un commento sul tuo social preferito, il VIP ha lo ha ritenuto diffamatorio, ed ora ti chiede il risarcimento del danno.
Letto a mente fredda, il commento forse era un po’ eccessivo: ma questo lo rende 100% diffamatorio?
Spiego tutto in questo articolo
Vuoi parlarmi del tuo caso? chiedici una consulenza: 045/5118311 o WhatsApp al 3516067633
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Diffamazione online nei commenti social: cosa succede davvero e cosa fare (davvero)
Questo articolo nasce da una giornata vissuta in prima linea. Non una teoria, ma un caso concreto: una persona mi scrive dopo aver ricevuto una diffida legale per un commento lasciato sotto un post su una nota piattaforma social. La situazione è classica: la mia assistita aveva commentato in modo critico un post di un altro utente che, a sua volta, commentava l’operato di un politico. Il tono era acceso, l’espressione usata sembrava – a un primo sguardo – diffamatoria.
Arrivano la paura, l’ansia e la domanda: “Avvocato, rischio qualcosa di grave? Devo pagare?”. In questo articolo ti spiego come si valuta realmente se un commento è diffamatorio, cosa rischi e – soprattutto – cosa conviene fare.
1. Diffamazione online: le regole vere (non quelle che si leggono nei forum)
Prima di tutto: la diffamazione non si valuta mai “a caldo”, leggendo una frase fuori contesto. Ci sono tre criteri fondamentali da applicare – e nessun avvocato serio li ignora:
Verità: quello che scrivi deve essere vero o almeno verificabile.
Continenza: il linguaggio deve essere civile, proporzionato, non insultante gratuitamente.
Pertinenza: il contenuto deve essere legato all’argomento trattato.
Nel caso concreto, il commento della mia cliente – letto in modo “bidimensionale” (cioè solo quella frase, senza tutto il contesto) – sembrava effettivamente eccessivo: parole forti, toni accesi, epiteti. Ma questa è una lettura superficiale.
2. Il vero errore: giudicare senza il contesto
La diffamazione online non si decide “a colpo d’occhio”. Quello che conta è il contesto:
Chi sono i soggetti coinvolti?
Qual è il tono generale della discussione?
Il personaggio pubblico si è espresso in modo polemico?
Si tratta di agone politico/sociale?
Se il commento, anche duro, è una risposta proporzionata a toni e argomenti già forti (tipico dei confronti politici), spesso non si può parlare di diffamazione vera e propria. Anche la Corte di Cassazione ha più volte ricordato che il diritto di critica politica può essere anche aspro, purché resti “nell’ambito della continenza”.
3. Cosa fare se ricevi una diffida per un commento social
Ricevere una lettera da un avvocato mette ansia a chiunque. Due cose da sapere:
Pensaci sempre due volte prima di commentare con toni forti: non tanto per paura della causa, ma per evitare beghe burocratiche e legali che ti fanno solo perdere tempo, serenità (e soldi).
Non rispondere “di pancia”: il rischio è peggiorare la situazione. Prima di tutto, fai valutare il caso a un avvocato esperto. Spesso, una lettura professionale porta a capire che non ci sono reali margini per una condanna (ma a volte è meglio chiudere subito la questione con una risposta misurata e intelligente).
4. Il principio chiave: proporzionalità e diritto di critica
La lezione più importante? Non esiste una diffamazione “a prescindere”. Conta la proporzionalità: se il linguaggio del politico è abnorme, anche la risposta potrà essere dura, purché non travalichi certi limiti.
Il diritto di critica, anche aspra, è garantito dalla Costituzione – e nessuna diffida potrà cancellarlo. I politici e i personaggi pubblici sono (giuridicamente) tenuti a sopportare un grado di critica molto più elevato rispetto ai privati cittadini.
Conclusione
Se sei finito/a in una situazione simile – o vuoi semplicemente capire cosa rischi davvero online – la soluzione è una sola: chiedi una consulenza mirata prima di agire. Non affidarti ai consigli dei forum o alle “dritte” lette su internet.
Vuoi valutare il tuo caso concreto?
Scrivi a vittoria@turina.it oppure chiama la segreteria allo 0455118311 (risponde Vittoria). Invia tutta la documentazione ricevuta: riceverai un’analisi chiara e, se vuoi, un preventivo trasparente per l’assistenza.
Ricorda: agire con consapevolezza è il modo migliore per difendere i tuoi diritti – e vivere sereno anche sui social.
Hai avuto esperienze simili? Lascia un commento qui sotto o condividi la tua storia. La tua esperienza può aiutare altri a capire come comportarsi (e cosa NON fare) quando si finisce nel mirino di una diffida online.
PS: Se hai trovato utile questo articolo, condividilo: potrebbe aiutare qualcun altro a non farsi travolgere dalle ansie di una diffida… spesso senza fondamento!
FAQ – Diffamazione sui Social: Domande Frequenti
1. Ho lasciato un commento su un social. Posso rischiare una causa per diffamazione?
Sì, può succedere. Dipende dal contenuto: se il commento offende la reputazione di qualcuno in modo non proporzionato, non pertinente o senza un fondamento di verità, rischi una richiesta di risarcimento.
2. Quali sono i criteri per capire se un commento è diffamatorio?
Tre criteri:
- Verità: il fatto deve essere vero o verificabile;
- Continenza: il linguaggio dev’essere proporzionato e civile;
- Pertinenza: il contenuto deve essere collegato al contesto.
3. Criticare un politico in modo duro è sempre un rischio?
La critica, anche aspra, è ammessa se riguarda l’attività pubblica o le idee espresse dal politico, non la persona. Ma se usi insulti personali o il tono è eccessivo rispetto al contesto, il rischio di contestazioni aumenta.
4. Ho ricevuto una lettera di diffida: cosa faccio?
Non rispondere d’istinto. Raccogli tutto il materiale (commenti, screenshot, email) e chiedi subito una valutazione legale. Una risposta improvvisata può peggiorare la situazione.
5. Ricevere una diffida significa che ho torto?
No. La diffida è solo una richiesta formale. Serve ad avvisarti di un presunto illecito, ma non è una condanna. Solo un giudice può stabilire se il commento era effettivamente diffamatorio.
6. Come posso tutelarmi prima di pubblicare un commento critico?
Evita insulti e giudizi sulla persona. Limita il commento ai fatti o alle idee e usa un linguaggio misurato. Se hai dubbi, meglio evitare o riformulare.
7. Il contesto quanto conta?
Conta molto. Un’espressione va sempre valutata nel contesto generale della discussione. Anche il tono e le parole usate dagli altri partecipanti sono rilevanti.
8. Ho davvero diritto di criticare sui social?
Sì, ma nel rispetto dei limiti di legge. Il diritto di critica non giustifica insulti, calunnie o attacchi personali. Il rischio di contestazioni cresce quando si esce dall’ambito del confronto civile.
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