dichiarazione di successione e chiamati all’eredità

Quando si deve pagare l’imposta di successione?

Scritto dall’Avv. Giovanni Turina | Aggiornato il 25 giugno 2025

Avvocato Giovanni Turina – Verona e Villafranca

Molti pensano che si possa ignorare un’eredità fino a quando non si prende una decisione formale. Ma è davvero così? Si può diventare eredi senza volerlo? E cosa succede se emerge un nuovo testamento dopo che hai già accettato?

Una recentissima sentenza della Cassazione (n. 14063 del 27 maggio 2025) offre risposte aggiornate, sfatando molti luoghi comuni.

Spiego tutto in questo articolo

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Se non accetto subito, posso ignorare tutto?

No.
Anche chi è solo “chiamato” all’eredità (cioè indicato dalla legge o dal testamento) ha già obblighi precisi, ancora prima di accettare formalmente.

  • Puoi diventare erede anche senza volerlo:
    Se sei nel possesso dei beni ereditari e non rinunci entro 3 mesi, la legge ti considera erede.

  • Si può accettare l’eredità anche tacitamente:
    Comportarsi come erede (ad esempio vendendo beni del defunto) equivale ad accettare.


Devo pagare le imposte anche se non sono erede?

Sì, il solo fatto di essere “chiamato” ti obbliga a presentare la dichiarazione di successione e, spesso, a pagare le relative imposte.

  • Il “chiamato” deve dichiarare e liquidare imposte di successione, ipotecarie, catastali, bollo e tassa ipotecaria.

  • Questa responsabilità resta fino a che non rinunci formalmente o chiedi la nomina di un curatore dell’eredità (se non hai preso possesso dei beni).

  • La legge ti equipara fiscalmente all’erede, almeno entro il valore dei beni che possiedi.

Puoi liberartene solo rinunciando formalmente all’eredità entro i termini previsti.


E se salta fuori un nuovo testamento dopo la dichiarazione?

La sentenza della Cassazione chiarisce che il pagamento delle imposte spetta comunque al chiamato, a prescindere dall’accettazione.
Se un testamento successivo revoca il precedente, la chiamata all’eredità diventa inefficace retroattivamente:

  • Se hai già presentato la dichiarazione e pagato le imposte, puoi chiedere il rimborso se una sentenza ti restituisce la qualifica di erede.

  • Se invece il nuovo testamento è valido, la tua posizione di erede decade e anche l’obbligo fiscale decade (retroattivamente).

Attenzione:
Impugnare il testamento successivo non fa automaticamente rivivere la tua chiamata all’eredità: conta solo la decisione finale del giudice.


Perché questa regola?

La ratio della norma è consentire all’Agenzia delle Entrate di individuare subito chi è tenuto a pagare le imposte, senza aspettare lunghe controversie tra i chiamati all’eredità.


Il ruolo dei professionisti

Notai, avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro hanno un ruolo chiave nell’assistere i chiamati e gli eredi:

  • Pubblicano i testamenti e formalizzano accettazioni o rinunce.

  • Presentano la dichiarazione di successione e liquidano le imposte.

  • Consigliano le scelte migliori, consapevoli che certezze assolute non esistono, ma che una consulenza attenta può davvero fare la differenza.


In conclusione

Essere “solo” chiamati all’eredità non significa essere esonerati da obblighi.
La Cassazione conferma: si devono adempiere agli obblighi fiscali anche senza accettazione formale, salvo poi recuperare quanto eventualmente pagato se la situazione cambia.

Se hai dubbi su una chiamata ereditaria, una successione o la pubblicazione di un nuovo testamento, chiedi una consulenza mirata: ogni caso ha le sue particolarità e spesso si possono evitare errori (e costi inutili) solo con una guida esperta.


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